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Blog 17 marzo 2025

Come smettere di giocare d'azzardo: la storia di Tiberio e la sua rinascita

Come smettere di giocare d'azzardo: la storia di Tiberio e la sua rinascita

La ludopatia, o dipendenza da gioco d’azzardo, è un problema che coinvolge milioni di persone in Italia.

Nonostante si parli ancora troppo poco di questo tema, i danni che provoca sono enormi: non solo a livello economico, ma anche psicologico, relazionale e familiare.

Nel nuovo episodio di Nel Faro Podcast, abbiamo raccolto la testimonianza di Tiberio, un uomo che ha vissuto sulla propria pelle cosa significa essere prigionieri del gioco d'azzardo.

Oggi, Tiberio ha trovato un percorso per stare lontano dal gioco e aiuta altri giocatori compulsivi a fare lo stesso.

Quella che segue è una sintesi dei punti più importanti emersi durante l’intervista.

Se vuoi comprendere davvero come funziona la dipendenza dal gioco d’azzardo, questa è una storia da ascoltare fino in fondo.

Quando il gioco diventa una prigione

Tiberio racconta senza filtri la sua discesa nel baratro del gioco d'azzardo. Tutto è iniziato come accade a molti: qualche piccola scommessa, una schedina, il gratta e vinci, una macchinetta da bar.

Ma in poco tempo, quelle giocate "innocenti" sono diventate una trappola mortale. Tiberio racconta che arrivava a giocare 1.000 o 2.000 euro al giorno, come fosse una cosa normale. Il gioco era diventato il centro della sua vita, una vera ossessione.

"Prima di entrare in sala già sapevo che sarei uscito senza un euro" – ammette.

Questa frase racchiude tutto il senso della compulsione al gioco: sapere che si perderà, ma non riuscire a smettere.

La doppia vita del giocatore compulsivo

Uno degli aspetti più drammatici della storia di Tiberio è la doppia vita che ha condotto per anni. La famiglia non sapeva nulla. Nessuno si accorgeva di cosa stesse succedendo.

Tiberio continuava a vivere una vita "normale", ma ogni giorno andava a giocare, accumulando debiti enormi con banche, finanziarie, amici, parenti e persino usurai.

Ha raccontato di avere accumulato oltre 400.000 euro di debiti, cercando di "recuperare" le perdite con altre giocate, in un circolo vizioso senza fine.

Il grande inganno della "vincita che sistema tutto"

Molti giocatori d'azzardo vivono nell'illusione che una grande vincita potrà sistemare tutti i problemi.

Anche Tiberio confessa di aver vissuto per anni in questa speranza. Racconta di aver vinto anche cifre alte, come 4.000 euro in una sola volta, ma di averle subito rimesso nelle macchinette:

"Il giocatore non gioca per vincere, gioca per giocare."

Quando perdi ogni rapporto sano con il denaro, anche vincere 5.000 o 10.000 euro non significa nulla. Sono solo soldi da rigiocare, per continuare l’illusione.

Uscire dalla ludopatia: un percorso lungo e difficile

La storia di Tiberio ci insegna che uscire dalla ludopatia è un percorso difficile e lungo.
Contrariamente a quello che molti pensano, non basta dire "da domani smetto" per liberarsi della dipendenza.

Tiberio spiega con grande lucidità che "non si guarisce mai del tutto".
Questa non è una frase per scoraggiare, ma una presa di coscienza fondamentale:

"Si può solo scegliere, ogni giorno, di non giocare. Ogni giorno è una sfida."

Considerare la ludopatia come una malattia cronica aiuta a restare vigili e ad affrontare ogni giorno con le giuste precauzioni.

Il ruolo fondamentale della famiglia

Un tema centrale della puntata è il ruolo della famiglia.
Secondo Tiberio, nessun giocatore può uscirne da solo. Serve l’aiuto di chi sta vicino, che però spesso è all’oscuro di tutto.

Il momento della verità, quando la dipendenza viene scoperta, è cruciale:

  • Bisogna dire tutta la verità: non solo una parte, ma tutto quello che è stato fatto, tutti i debiti accumulati.

  • Serve affidare la gestione dei soldi a una persona fidata, perché il giocatore non può gestirli da solo almeno per un lungo periodo.

  • È necessario cercare un supporto esterno, come gruppi di auto-aiuto o associazioni specifiche.

Tiberio sottolinea che senza il sostegno della moglie e di un'associazione, non ce l’avrebbe mai fatta.

Perché la ludopatia è una dipendenza pericolosa come la droga o l’alcol

Durante la puntata emerge un confronto interessante tra la dipendenza da gioco e altre dipendenze come droga e alcol.
Secondo Tiberio, la ludopatia è ancora più subdola perché:

  • Non ha segni visibili, come può avere l’abuso di sostanze.

  • Può essere nascosta a lungo, portando chi gioca a mentire a tutti, inclusa la famiglia.

  • Il denaro speso nel gioco svanisce in pochi minuti: "100 euro in 41 secondi" – racconta.

E aggiunge: "Quando maneggi soldi tutti i giorni, perdi il senso del loro valore. Per noi sono solo carta da bruciare."

I tre pilastri per uscire dalla ludopatia

Alla fine della puntata, Tiberio lancia un messaggio forte e chiaro a chi si trova intrappolato nel gioco e ai loro familiari.

Questi sono i 3 passaggi fondamentali:

  1. Ammettere il problema, smettere di mentire a sé stessi e agli altri.
  2. Chiedere aiuto, entrare in un gruppo, coinvolgere i familiari.
  3. Rinunciare alla gestione del denaro, almeno finché non si è stabili.

Secondo Tiberio, l’unico modo per non ricadere è evitare qualsiasi contatto con il gioco: niente slot, niente scommesse, niente sale. Nemmeno "per vedere".

Perché dovresti ascoltare questa puntata

Se tu, o qualcuno che conosci, sta lottando contro il gioco d’azzardo, questa puntata è una risorsa preziosa.
Non è solo la storia di Tiberio, ma uno specchio in cui tanti giocatori compulsivi possono riconoscersi.

Non è una puntata che parla di numeri o di teorie: è la vita vera, fatta di dolori, cadute e tentativi di rialzarsi.
Ed è un messaggio di speranza, perché Tiberio oggi è qui a raccontare la sua storia proprio per aiutare gli altri a non fare gli stessi errori.

Ascoltare questa puntata può essere il primo passo per capire davvero la gravità della ludopatia e per decidere di cambiare.

Clicca qui per ascoltare l’intera puntata di Nel Faro Podcast con Tiberio.

Se conosci qualcuno che sta vivendo una situazione simile, condividi questo articolo. Potrebbe fare la differenza.

Redazione StandUp